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March 01 Una nuova vita01-03-2008 E' difficile dire con le parole quello che è stato per me questo vostro sogno che è diventato una splendida realtà, questo futuro immaginato, visualizzato, desiderato attraverso gli anni della vostra vita insieme e che si è trasformato, una sera di fine anno, in un presente di incredibile bellezza. Ma vorrei provarci. Da quando la notizia è arrivata anche in quest'isola, prima che io venissi da voi ad agosto, questo minuscolo esserino è entrato anche nel mio cuore, così come in quello di tutte le persone che vi vogliono bene e che vi sono vicine. Ero a badi quando avete fatto quel bellissimo servizio fotografico alla bimba, quando avete ricevuto le prime vere reali rassicurazioni che tutto sarebbe andato per il meglio, quando eri già una futura mamma, ma non avevi ancora concesso a te stessa di crederci. Mi sono sentito un privilegiato, perché potevo essere là, condividere con voi quegli attimi, e dirti a voce quanto fossi contento. E ti ho promesso che sarei tornato per stare con voi il grande giorno,perché era improvvisamente diventato qualcosa di molto importante anche per me. Il perché non lo saprei spiegare; ma è qualcosa che va oltre la nascita di una nuova cugina, è qualcosa che mi ha, sinceramente, riempito il cuore. Poi ci siamo salutati e sono tornato alla mia isola, dove la telecronaca costante di veronica e degli altri ci dava notizie sempre più belle. Prima di tornare su per capodanno l'emozione era intensa, avevo mantenuto la promessa, ci sarei stato, ed ero contento. La mattina dopo il mio arrivo ero in viaggio per feltre, e dopo due giorni, arrivato alla stazione di porretta, sono stato catapultato in un sogno, fatto di gente che andava felice di qua e di là, di dottori, infermieri che sorridendo ci davano notizie su ciò che succedeva, di nonni e nonne con gli occhi lucidi di gioia, di parenti e amici che attendevano, febbrilmente, con un sorriso stampato nel volto, in quella sala dell'ospedale. Un sogno fatto di una mamma che al di là di una porta aspettava e aspettava, felice della felicità più grande che possa esistere al mondo. Un sogno fatto di un bimba, che non vedeva l'ora di venire al mondo, quasi capisse che il suo momento era arrivato, che tutti erano là fuori solo per lei, e che come una star sapeva quale fosse il momento giusto per sorprendere tutti e per avere la sua, grande, memorabile, festa di benvenuto. E io ero là, qualche telefonata per dirlo ai miei migliori amici, e una incessante passeggiata per i corridoi, un'emozione che cresceva, che mi sorprendeva. Poi, le urla di serena, e dagli sguardi si capisce che è come se lo provassimo un po' tutti noi. E' necessario, nelle storie migliori, prima del gran finale, c'è sempre un momento di dolore. Dopo, il silenzio, l'attesa, quasi trattenendo il fiato, nessuna parola, nessuno che avesse il coraggio di rompere quell'incantesimo, noi non potevamo, solo una nuova vita poteva farlo. Così, tutto in un attimo, urla diverse, sguardi interrogativi, LA domanda inespressa, una porta che si apre, un camice bianco, e quelle due parole. Ed ecco il gran finale. Baci, abbracci, sorrisi, lacrime, sguardi, complimenti, auguri, congratulazioni. E' il gran finale, ma come nelle migliori storie, è anche un bellissimo inizio. L'inizio della più bella favola che possa esistere. Era come un sogno, ci sentivamo come se avessimo fatto qualcosa anche noi. E chissà, forse è davvero così, forse il dolore non è stato così forte perché ce ne siamo presi tutti un pezzettino, ed eravamo tutti in quella stanza. E là ci siamo entrati davvero, tutti, uno per uno, e il sorriso, dopo, era sempre lo stesso. Eravamo tutti uguali, tutti insieme, abbiamo condiviso tutti le stesse emozioni, con Serena, Mauro e Matilde. Dopo un po', sempre immerso in quell'atmosfera onirica, mi sono infilato dei copriscarpa, ho aperto la prima porta, mi sono fermato un istante, ho preso il telefonino, l'ho messo a registrare, con il cuore in gola ho bussato, ho spinto la porta, sono entrato e ho visto. In quel momento ho dimenticato tutto il resto, e quell'immagine mi ha riempito così tanto l'anima da rimanere senza fiato. Serena sdraiata, con un espressione di assoluta felicità, Mauro in piedi, dolce come solo un padre può esserlo, e lei tenuta tra le braccia, tranquilla, splendida. Ho stretto la mano a Mauro, ho dato un bacio a Serena, e ho sfiorato con le dita i capelli di Matilde. Tre gesti diversi, con un solo significato: Vi voglio bene. Grazie. Matilde. E' un bellissimo nome, ma noi non dobbiamo pensare a cosa ha rappresentato, a chi erano le Matilde del passato, a cosa significasse prima delle sei e mezza del 31 dicembre del 2007. Perché ORA significa qualcosa di molto più importante, ora che è il SUO nome, presente e futuro, di una bambina che è stata desiderata, amata e voluta in un modo così forte. E adesso è nata, la sua vita illumina un po' anche la nostra. D'ora in poi, questo è il significato del nome Matilde. Per noi tutti sarà così, sempre. Per me sarà così. Sempre. Comments (1)
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