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March 06 Un racconto06-03-2008 “Cosa c’è che non va?” A volte le storie cominciano a finire con una semplice frase, una domanda, magari detta con già un’ombra di tristezza nel volto, con la ragione che capisce ciò che ancora il cuore non accetta. “Cosa c’è che non va?” E come è strano e irreale il modo con cui lei dice quel “Niente” che sembra nascere dalla suo ventre dove si attanagliano, risvegliati da queste parole, paure, incomprensioni e tristezze, che il quotidiano andare avanti, a volte, sopisce. “Sto parlando seriamente, c’è qualcosa di cui mi vuoi dire?” L’atteggiamento cambia, lentamente, ma inesorabilmente, verso un’espressione cupa, mentre gli occhi si socchiudono come per scrutare dentro di lei, e per capire cose c’è, dietro il suo “No, dai, davvero, va tutto bene”. E lo dice chiudendo il discorso, muovendo il corpo istintivamente dove tu non ci sei, cercando con gli occhi qualcosa da guardare, che non sia tu, divenendo un corpo freddo tra le tue braccia, rompendo qualcosa che c’era, e ora, da ora, forse non ci sarà più. A volte, purtroppo, si scopre finalmente ciò che non si riesce a farsi dire, e ciò di cui non si vorrebbe mai parlare. E capisci che è certo anche colpa tua, colpa delle tue mancanze, dei tuoi stupidi impegni, di quello che non hai fatto, ma anche delle sue manie, dei suoi silenzi, di tutte le cose a cui per tanto tempo, d’ora in poi, potrai scagliare la tua rabbia. Ma ora no. Ora lei è tra le tue braccia, forse per l’ultima volta potrai tenerla stretta. Capisci che anche lei, oramai, per te è meno di ciò che era prima, ma è comunque qualcosa che non vuoi lasciare andare, non stanotte, non adesso. Adesso ne hai ancora bisogno, del suo corpo, della sua morbidezza, della sua pelle, che sfiori mentre è in silenzio. La tua mano sotto la sua maglietta ora ti sembra sbagliata, ma devi poterla tenere ancora adagiata su di lei. Toglierla sarebbe troppo, ora. Il suo profumo, che per tanto tempo non hai più notato, si fa l’unica cosa presente nell’aria, assorbe ogni altra sensazione, riempie il tuo corpo e tu, così, nel divano, con lei appoggiata nella tua spalla e i suoi capelli sotto il tuo mento, ti senti un po’ avvolto in ciò che la sua presenza suscita in te, in ciò che il suo profumo ti ricorda. Hai ancora bisogno di lei. Mentre la tua mano si muove, così, per rifare gesti già vissuti, che diano una parvenza di normalità a un qualcosa di già così estraneo, la tua bocca cerca il suo collo, molto lentamente, per capire quello che lei… se lei… lei… Il suo nome esplode nella tua mente, è una sensazione forte, irreale, nuova e vecchissima, e intanto pensi che non vi siete detti ancora niente di definitivo, che siete ancora dentro la normalità, in quello che avete fatto per tanto tempo… che va ancora tutto bene; davvero, va tutto bene… Mentre baci la sua pelle, lei non si ritrae, resta, rimane, ancora lì con te. Non vedi il suo volto, forse ti farebbe troppo male vederlo, ma immagini una tristezza profonda anche in lei, e pensi che forse un po’ di questo male potrebbe essere mandato via dal piacere, dall’ultimo che forse vi darete, entrambi, l’uno all’altro… come è sempre successo, come era normale che fosse. La tua bocca si apre leggermente e sfiorando la sua pelle comincia a baciare, piano, cercando di cogliere un suo movimento; e lei lo compie, scosta leggermente la testa, come per lasciarti strada, e insieme, ma forse è solo una tua impressione, chiude gli occhi. Con la mano le accarezzi il ventre, con i tuoi movimenti, studiati, che conosci, e che lei conosce, e sa riconoscere, e il percorso che la tua bocca compie fino alle sue guance è quello di sempre, così come l’altra mano che le accarezza i capelli. Non vuoi fare nulla di ciò che non hai mai fatto, nulla di diverso da ciò che è sempre stato normale, condensare in un momento mille istanti diversi, mille vecchi attimi in uno solo, questo, adesso, ora.
Ho scritto queste parole tanti anni fa. E non so ancora perché ho voluto condividerle... TrackbacksThe trackback URL for this entry is: http://maleakim.spaces.live.com/blog/cns!2C2DED8BE4D5F1FF!321.trak Weblogs that reference this entry
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